Il "giovane" suolo etneo

L’identità dei suoli vulcanici

La coltivazione della vite sull’Etna risente di un ambiente climatico tanto vario e rigido da creare condizioni di allevamento assolutamente straordinarie. I suoli lavici dell’Etna sono molto giovani tanto che le prime testimonianze geologiche risalgono a circa 570.000 anni fa. L’alta presenza di minerali nella struttura dei suoli come il pirossene nei basalti e i fiori di zolfo, formatisi durante il processo di raffreddamento e cristallizzazione del magma, contribuiscono all’assorbimento di sostanze energetiche, necessarie e fondamentali  al ciclo produttivo della vite.

L’influenza del clima

Rigidi inverni e miti primavere

Spostandosi da un’ area all’altra del terroir etneo, è possibile constatare sostanziali differenze climatiche. L’azione che il clima svolge nel vigneto di Cavanera varia secondo alcuni fattori come l’esposizione ai raggi solari, l’altitudine e la conformazione orografica della Tenuta. Le forti escursioni termiche tra il giorno e la notte, le forti precipitazioni nevose che, soprattutto nei mesi di ottobre/novembre, coprono l’area sommitale dell’Etna di bianco, determinano le peculiarità organolettiche delle uve che daranno vita ai vini che nascono in questo areale.

L’altitudine di montagna

Clima montano in fascia solare mediterranea

Fino a 1000 metri di altitudine, l’attività produttiva della vite è molto intensa. La struttura lavica del terroir etneo è fertilissima, tanto da poter ritrovare, oltre ai vigneti, coltivazioni di mandorli, pistacchi, noccioli, ma anche uliveti. Nelle zone ricoperte dalle lave, non esiste un sistema idrografico ben delineato, la neve d’inverno e le piogge primaverili determinano condizioni pedoclimatiche assolutamente particolari tanto da poter definire l’Etna un micro continente all’interno della Sicilia.

L’attività solare sull’Etna

Il sole della Sicilia e la montagna

Il sole, con la sua potenza, irradiando sui minerali presenti nella struttura del terroir etneo, crea giochi di luci e di riflessi, dando vita ad uno spettacolo immaginifico. Alle altitudini montane dell’Etna corrisponde la latitudine della Sicilia. Un connubio straordinario tra clima e luce che non ha eguali nel panorama vitivinicolo europeo. Mille ore di luce in più rispetto alla latitudine della Pianura Padana contribuiscono a dare vita a uve in grado di donare vini che esprimono autenticamente l’unicità di questo territorio.

Gli Etna DOC Firriato

Dallo scrigno di Cavanera 5 grandi etichette di Firriato

La storia enologica di Firriato sull’Etna è iniziata molti lustri fa con la nascita di due etichette storiche del marchio siciliano: Le Sabbie dell’Etna Bianco e Sabbie dell’Etna Rosso. Ma è con il Cavanera Rosso Rovo delle Coturnie e Cavanera Bianco Ripa di Scorciavacca che l’eleganza e lo stile di Firriato raggiungono i livelli più alti tra le produzioni enologiche del vulcano. Mineralità e sentori sempre decisi e persistenti caratterizzano queste due nobili etichette, con nuances ferrose che virano ai frutti di bosco per il Cavanera Rosso e, le note salmastre e il perfetto equilibrio tra freschezza e acidità, per il Cavanera Bianco. Un plus della tenuta di Cavanera è il Gaudensius, metodo classico Etna Doc che, con l’eleganza del suo perlage, aggiunge una nota di esclusività alle etichette che nascono sul vulcano.